7 psicopatici. Tra Tarantino e i fratelli Cohen

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Alessandro Nardis

Sono trascorsi quattro anni da In Bruges (2008), prima e unica opera di Martin McDonagh, che gli valse molti premi e riconoscimenti. Oggi torna con 7 psicopatici, sempre con il sodalizio di Colin Farrell. Marty (Colin Farrell) è uno sceneggiatore che ha per le mani un titolo forte, 7 psicopatici, ma fatica a delineare i personaggi del suo script, poiché non riesce a concentrarsi e a continuare la storia; così Billy (Sam Rockwell), il suo migliore amico, cerca in ogni modo di aiutarlo nella stesura anche con mezzi poco appropriati. Billy è un attore in declino che di mestiere ora rapisce cani al parco per ottenere una ricompensa.

Torino Film Festival 2012. La nave di Roland Sejko trasporta i ricordi di un esodo

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Stefano Coccia

Una volta tanto può essere utile cominciare dalla fine. E avviare così quel percorso a ritroso che, partendo da un non trascurabile dettaglio, renderà più chiaro il valore dell’opera. Nelle battute finali del bel documentario realizzato da Roland Sejko, Anija (la nave), viene dedicata un’inquadratura a ciascun personaggio intervistato, il cui  nome compare nella sottostante didascalia accanto a quello dell’imbarcazione con la quale raggiunse il nostro paese, con specificato il numero di albanesi presenti a bordo della stessa nave.

Festa del Cinema di Roma 2012. Il gioiellino francese e le sperimentazioni britanniche

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Livia Bidoli

Tre film alla Festa Internazionale del Cinema di Roma completamente diversi l'uno dall'altro: il prodotto di marca francese, Populaire di Regis Roinsard, è un meccanismo perfetto, mentre completamente agli antipodi la prova di Figgis con Suspension of disbelief, che metterà a dura prova la razionalità dello spettatore e la sua capacità di astrarsi dalle storie che si coagulano in esso. Goltzius and The Pelican Company è invece uno dei film tipici di Greenaway, quindi da osservare con estrema attenzione e concentrazione.

Festa del Cinema di Roma 2012. Il film collettivo di Verhoeven e Mental di Hogan

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Livia Bidoli

La Festa Internazionale del Cinema di Roma si è ufficialmente inaugurata il 9 novembre 2012 presentando il nuovo horror di Takeshi Mihiche ma anche rassegne autonome come quella di Alice nella città che presentano tra l'altro eventi particolari dedicati alla saga di Twilight. Tra le opere notevoli diamo spazio al nuovo mediometraggio Steekspel (Trciked, La Giostra in italiano) di Paul Verhoeven per la nuova rassegna XXI Cinemaxxi, lui stesso presente alla Festa con incontri ed interviste, e Mental di P.J.Hogan Fuori Concorso.

Alice nella città. In Concorso il piccolo leone di Samuel Collardey

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Alessandro Nardis

In Italia Samuel Collordey è noto per aver vinto a Venezia, nel 2008, il premio della “Settimana della Critica” con The Apprentice. Torna in Italia, con Little Lion (Comme un lion),- un film già selezionato per il Festival International du Film d’Arras - in concorso ad Alice nella Città, la sezione riservata al pubblico più giovane.

Alice nella città. Omaggio a Tomi Ungerer. La poliedricità dell'immagine

Articolo di: 
Livia Bidoli

Nell'ambito di Alice nella città, lo spazio dedicato dai più piccoli fino agli adolescenti, rassegna diventata autonoma rispetto al Festival Internazionale del Cinema di Roma, e che presenterà i suoi film dal 9 al 17 novembre 2012 presso la Casa Alice e all'Auditorium Parco della Musica di Roma,  vi è una serie di film collocati sotto il titolo di Immagini e parole. Due di questi film che abbiamo visto sono dedicati al disegnatore Tomi Ungerer – ma vi consiglio di vedere anche il terzo, The Three Robbers -: il primo è il delizioso Moon Man, un cartone, il secondo Far out isn’t far enough: the Tomi Ungerer storyci spiega chi è Tomi Ungerer e la sua vita, un doc su una persona che ha cambiato almeno quattro paesi dalla metà degli anni '50 in poi.

Io e te. Il ritorno di Bertolucci sul disagio contemporaneo

Articolo di: 
Giuseppe Talarico

Ogni qual volta esce un film tratto da un libro di successo, è inevitabile chiedersi se il regista abbia rispettato l’ispirazione poetica dell’opera letteraria e sia stato capace di esprimerne attraverso il racconto con le immagini il senso poetico. Questo interrogativo affiora nell’animo dello spettatore che abbia visto il film con la regia del maestro Bernardo Bertolucci dal titolo Io e te, tratto dal bel romanzo di Niccolò Ammaniti ed appena approdato nelle sale cinematografiche italiane.

Bella addormentata. Intervista a Pier Giorgio Bellocchio

Articolo di: 
Camilla Furia Corsi

Quella che segue è l'ntervista a Pier Giorgio Bellocchio interprete del film "Bella addormentata" di Marco Bellocchio, in occasione della prossima presentazione della pellicola ai BIFF di Londra. Il film e' dedicato ad Eluana Englaro e a suo padre Beppe, che ha avuto il coraggio di gettare luce sul tema della legittimità' dell'eutanasia e dell'accanimento terapeutico sul malato, sollevando interrogativi morali sepolti nella pigra coscienza di un Paese come l'Italia, eticamente addormentata, anestetizzata

Silent Hill Revelation 3D. Una piramide di dolore a ritmo serrato

Articolo di: 
Livia Bidoli

Sequel del primo Silent Hill diretto da Christophe Gans (Necronomicon, Patto dei lupi, Crying Freeman), questa pellicola in 3D diretta da Michael J. Bassett (Solomon Kane), e tutta ripresa dal terzo episodio del videogioco omonimo, torna con due dei protagonisti principali: Sean Bean nella parte del padre di Sharon, ovvero Christopher Da Silva qui noto come Harry Mason, e Rhada Mitchell in quelle della madre della ragazzina, Rose Da Silva. La prima attrice è invece la bravissima Adelaide Clemens che, anche in questo caso, è incaricata della doppia parte: la “buona” Heather Mason (nel primo episodio Sharon Da Silva) e Alessa Gillespie, il demone che infesta Silent Hill stavolta in 3D.

Il Comandante e la cicogna. Il Paese della cicogna

Articolo di: 
Livia Bidoli

Delicato: il primo termine che viene in mente guardando questo nuovo film di Silvio Soldini con la sceneggiatura di Doriana Leondeff, Marco Pettenello e lui stesso. In Il Comandante e la cicogna i dialoghi inziano surrealmente in una Torino in cui si fronteggiano il Cavalier Cazzaniga ed il Generale (Comandante) Giuseppe Garibaldi, che guardano dall'alto le piccole vite di Leo, un bravissimo Valerio Mastrandrea, e Diana, la poco avveduta e occhialuta Alba Rohrwacher, alle prese con problemi quotidiani in un'Italia ovviamente alla deriva.