Giacomo Gotifredo Ferrari (1763-1842): Musiche per arpa e pianoforte. Un CD Tactus con un insolito duo e con una serie di composizioni in prima registrazione mondiale con Roberta Alessandrini all'arpa, Corrado Ruzza, pianoforte, affiancati anche da Achille Fait & Martino Bortolotti, corni e Marta Sanson, tamburino.
Giacomo Gotifredo Ferrari, compositore nato a Rovereto che frequentò le corti più importanti d'Europa del suo tempo, senza dubbio dotato di buone qualità musicali ed adeguata preparazione e formazione ma anche di un'efficace capacità di autopromuoversi e di farsi benvolere ovunque si recasse, fu autore di numerosi melodrammi ma anche di musica da camera con pianoforte.
I brani proposti in prima mondiale in questo CD Tactus da Roberta Alessandrini all'arpa e Corrado Ruzza al pianoforte ci presentano un duo che potrà forse stupire l'ascoltatore per l'accostamento, ma che se contestualizzato al periodo ed alle frequentazioni dell'autore appare sotto una luce diversa.
Come ricordato nelle preziose note illustrative del CD di Alessia Camera e dello stesso Corrado Ruzza il contesto sociale e culturale frequentato da Ferrari così come altri compositori suoi contemporanei richiedeva la disponibilità di composizioni cameristiche da eseguirsi in contesti familiari o comunque ristretti nelle dimore della nobiltà ed aristocrazia dell'epoca. Le composizioni di questo CD si inseriscono in questo contesto e rappresentano un interessante esempio per qualità ed attenzione nella scrittura, grazie anche alla solida formazione ricevuta da Ferrari.
Dalle prime tracce l'ascoltatore si ritrova immerso in un ambiente intimo ma piacevole nel quale, con sonorità mai esagerate, i due strumenti tessono un dialogo articolato e con pari dignità. Come ricordato anche nelle note illustrative, lo strumento a tastiera all'epoca non aveva ancora le caratteristiche timbriche del moderno pianoforte e quindi l'impasto con l'arpa era forse più efficace. Questa caratteristica è stata senza dubbio tenuta in considerazione dal duo Alessandrini – Ruzza nel quale il pianoforte è sapientemente utilizzato con parsimonia nelle dinamiche senza tuttavia risultare in secondo piano, con ottimi risultati anche nelle sezioni dove la sovrapposizione degli strumenti poteva comportare rischi fra le accordature dell'arpa e del pianoforte.
Il progetto quindi di riproporre queste composizioni può considerarsi riuscito ed efficace. I due solisti affrontano con sicurezza e senza problemi le caratteristiche della scrittura dell'autore senza tralasciare nessun particolare dinamico o di fraseggio che possano ulteriormente rendere piacevole l'ascolto. Come indicato nella presentazione e nella scheda sono presenti altri esecutori, Achille Fait & Martino Bortolotti, corni, e Marta Sanson, tamburino. Le partiture prevedevano infatti “ad libitum” la presenza di questi strumenti a fiato e di una percussione, non certo invadente, per articolare ulteriormente la struttura timbrica o evidenziarne lo spirito marziale. Anche in questo caso l'ascolto materializza e ci riporta in un contesto decisamente cameristico nel quale vengono coinvolti altri esecutori con parti non troppo impegnative ma non per questo non efficaci.
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