Al Complesso del Vittoriano, dal 12 luglio fino al 30 settembre 2012, sarà possibile vedere gratuitamente una mostra antologica, curata da Luca Beatrice, su Julio Larraz, artista cubano, che ha lasciato il suo paese giovanissimo e ha percorso le tappe della suo percorso artistico all'estero.
Sono esposte circa cento opere tra olii su tela, disegni, acquarelli e alcune sculture; le caricature non sono ancora arrivate per un disguido ma sono attese. Julio Larraz nato a Cuba nel 1944 iniziò a dipingere presto, lasciò la sua patria con la famiglia nel 1961 e andò prima a Miami, poi a Washington D.C. e infine a New York. All'inizio Larraz cominciò a disegnare vignette satiriche per giornali come New York Times, The Washington Post, The Chigago Tribune, Vogue e altri.
La politica è uno dei temi della pittura dell'artista cubano, un tema interpretato con sottile, ironica levità, ponendo gli uomini che detengono il potere, che sia quello politico o economico, in un ambiente immaginario ma potentemente evocativo; sono personaggi inespressivi e disumani, interpretano il loro ruolo come marionette grottesche e ridicole, come in Prime Minister (2010).
Il potere è associato al sesso esibito delle donne come una merce, come nelle due tele de El Supremo in casa de Juana (2001-2004), Senator for Life (2001), A Video Show in the War Room (2009); l 'ambiente pittorico è solare ma le figure umane sono raggelanti e il contrasto acuisce la satira.
Le donne sono molto presenti nei dipinti di Larraz, il loro corpo è morbido e sensuale, la pittura esalta la loro femminilità ( Meeting in Alexandria, 2009, The Artist and His Model, 2011) e l'occhio dell'artista si sofferma con piacere sui dettagli come il segno sul corpo abbronzato dello slip del costume da bagno e lo smalto sulle unghie (Them legs, 2010).
Ci sono citazioni di altri artisti amati: come le nature morte di Caravaggio (Finisterre, 1976) o come Tiepolo ne La Gracielona in the Venetian Room (2009) in cui divengono sberleffi grotteschi o inquietanti allusioni come Utamaro nel El Jefe della Policia secreta ( 2011).
Il circo è un altro dei soggetti amati dall'artista cubano che lo pone in una dimensione onirica e malinconica, che ricorda quella de I Clowns (1970) di Federico Fellini, colpisce Untitled (1996) che raffigura un clown triste e pensoso.
Cuba, l'isola amata, permane nell'artista, nella raffifurazione del paesaggio marino dipinto con colori vivaci, in un ambiente reso magico dal contrasto tra il chiarore delle rocce assolate e il blu del mare (Praiano, 1994) o nella evocazione mitologica come Icarus (2006).
Un pittore come Larraz, ricco di acuta immaginazione, non poteva non essere attratto dal surrealismo, sempre declinato con lieve ironia come Concepto Espacial (2012), Lost at the sea ( 1986), con ironche reminiscenze barocche, Twenty minutes to sunset (2011) , in cui le labbra rosse si stagliano trionfanti su uno sfondo marino al tramonto e Space Station (1995) un provocatorio equilibrio di tazzine e caffettiera.
Grotteschi e provocatori i busti in bronzo colorati, che evocano i busti degli imperatori romani e che sono disposti lungo il percorso dell'esposizione delle opere di questo artista, insolito e fantasioso, che ha la capacità di descrivere il mondo contemporaneo, estraendone l'essenza e ponendola in un contesto, sì immaginario, ma efficace e perfettamente comprensibile all'osservatore, come è nelle intenzioni dichiarate da Julio Larraz.
Collegamenti:
[1] https://www.gothicnetwork.org/immagini/julio-larraz
[2] http://www.continiarte.com