Partita a pugni e Frecciarotta al Teatro Olimpico

Articolo di: 
Daniela Puggioni
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Al Teatro Olimpico di Roma  il 23 febbraio 2012 è andato in scena un dittico grottesco e ironico Partita a pugni (1952) di Vieri Tosatti e la  prima assoluta di Frecciarotta di Riccardo Panfili su libretto di Etierre Seicento.

Lo spettacolo è una coproduzione di Accademia Filarmonica Romana, Amici della Musica di  Foligno e Istituzione Sinfonica AbruzzeseVieri Tosatti (1920-1999), un musicista ingiustamente dimenticato nei programmi delle istituzioni, fu anche poeta, scrittore e direttore d’orchestra. Anarchico, ironico e pungente fu inviso ai conservatori nostalgici del belcanto e alle avanguardie per il suo stile, che ebbe come modelli il dramma musicale wagneriano, per la sua attenzione al legame tra musica e testo, la musica tardo romantica e quella di Debussy.

Tosatti ebbe sempre una grande attenzione per il canto risolvendo efficacemente il rapporto tra parola e musica. Come musicista scrisse musica sinfonica, da camera e vocale poi, emarginato dal mondo musicale, scrisse Capitoli scompagni (piccoli saggi) e il romanzo Principe azzurro sfruttando magistralmente la sua vis ironica. Citiamo alcuni titoli delle sue composizioni in quanto illustrano il carattere grottesco e surreale e di satira corrosiva delle sue composizioni: Il concerto della demenza (1946), Il sistema della dolcezza (1948), cioè catrame e piume metodo usato nel Far West per punire i bari (con riferimento al famoso racconto di Poe, edito nel Graham's Magazine nel 1945, Il sistema del Dottor Catrame e del Professor Piuma, The System of Doctor Tarr and Professor Fether),  contro i sistemi di cura nei manicomi.

Seguirono Il giudizio universale (1955)  in cui anticipa la satira dell'ipocrisia borghese dell'omonimo film (1961) di De Sica, La fiera delle meraviglie (1959) in cui si scontrano l'opera belcantista e lo sperimentalismo della musica elettronica, poi travolte da un temporale e Il paradiso e il poeta, tratto da un racconto E.A.Poe, in cui si scopre che in Paradiso non ci sono poeti perché è noioso e preferiscono andare all'inferno.

Tornando a Partita a pugni (1952), dramma da concerto in un’introduzione e tre rounds (1952) su libretto di Luciano Conosciani debuttò al Teatro La Fenice di Venezia, il 9 settembre 1953, per la Biennale. Dice Tosatti a proposito di Partita a pugni:“… è stato il mio amico Luciano Conosciani, eccitato dal successo del Sistema della dolcezza, a portarmi quel testo. In un primo momento l’ho preso sottogamba, ma poi ha cominciato a interessarmi soprattutto la parte corale, cioè la parte furibonda del pubblico che assiste all’incontro di boxe: lì viene fuori il lato bestiale della gente che assiste a questo spettacolo ignobile, non c’è niente d’ironico o di buffonesco. Il successo fu grandissimo, tanto che nel 1967 ben sei teatri italiani la misero in programma, ma allora pensai: ‘Adesso basta: è troppo!’, e mandai una lettera a tutti i teatri, proibendo di rappresentare ancora Partita a pugni .“

Il motivo del gran rifiuto fu che Tosatti non volle la rappresentazione in forma scenica, in quanto pensò che avrebbe spostato l'attenzione degli ascoltatori dal pubblico a quanto avveniva sul ring. Dalla parole dell'autore si evince che per Tosatti è importante mettere in primo piano le reazioni del pubblico di borgata che, in romanesco, inveisce e impreca con una rabbia e una violenza degna di un incontro di gladiatori nell'antica Roma. La rappresentazione di questo ambiente era insolito in quell'epoca e precede  la descrizione dell'ambiente della borgata di Ragazzi di vita (1955) di Pier Paolo Pasolini e degli incontri di box nella periferia di Milano di Rocco e i suoi fratelli (1960) di Luchino Visconti.

Il testo del libretto andrebbe benissimo per la sceneggiatura di un film, del tipo commedia all'italiana, di satira feroce contro la società di allora come ne fecero Risi, Germi o Salce. Tosatti per il greve pubblico, che domina la scena, ha creato una scrittura corale affine a quella di Oedipus rex (Edipo re)1927, opera-oratorio di Igor Stravinskij, un contrasto sferzante e satirico con il contenuto del testo. Il coro ha reso efficacemente la sua difficile parte; bene anche i due solisti, Carlo Riccioli, baritono,  Palletta, il primo pugile, e Max René Cosotti, tenore il 2° pugile.
L’arbitro, l'attore, Marco Zannoni, ha reso la parte con grande bravura.

È encomiabile che le tre istituzioni abbiano unito le forze in questo momento difficile per riproporre questa composizione, ricca di uno humor acuto e sferzante, di Tosatti un eccellente compositore, ironico e dissacrante, dotato di uno stile personalissimo e unico nel panorama italiano.

Ha chiuso Frecciarotta di Riccardo Panfili su libretto di Etierre Seicento, una una cantata ferroviaria di humor nero sulla tragica e grottesca situazione delle ferrovie. Panfili che fu anche allievo di Tosatti e ha dichiarato di sentirsi affine alla sua visione dissacrante e polemica della realtà. La cantata è ironica e divertente, ha però alcune lungaggini che appesantiscono lo svolgimento drammatico; anche musicalmente Panfili ha una scrittura, che sottolinea l'azione, vicina a quella di Tosatti.

Convincenti gli interpreti: Daniela Mazzuccato, presidente della compagnia ferroviaria russa che vuole comprare quella italiana, Carlo Riccioli presidente di Trenilandia e Marco Zannoni, il capotreno. Marcello Bufalini ha diretto efficacemente l'Orchestra Sinfonica Abruzzese e il Coro Zaccaria di Teramo. Il pubblico divertito ha applaudito calorosamente.

Pubblicato in: 
GN17 Anno IV 5 marzo 2012
Scheda
Titolo completo: 

Teatro Olimpico
Giovedì 23 Febbraio 2012, ore 21.00
(replica venerdì 24 ore 20.30 all’Auditorium San Domenico di Foligno e sabato 25 ore 18 al Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila)
 
Vieri Tosatti (1920 - 1999)
Partita a pugni
dramma da concerto in un’introduzione e tre rounds (1952)
libretto di Luciano Conosciani
(prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 9 settembre 1953)
prima esecuzione assoluta della versione per piccola orchestra (1964)
 
1° pugile (Palletta) Carlo Riccioli baritono
2° pugile Max René Cosotti tenore
l’arbitro Marco Zannoni attore
il pubblico
 
Riccardo Panfili (1979)
Frecciarotta
una cantata ferroviaria (2012)
libretto di Etierre Seicento
prima esecuzione assoluta
 
Tatjana Gromikova, Presidente di Rusky Deraja Daniela Mazzucato soprano
il Presidente di Trenilandia Carlo Riccioli baritono
il Capotreno Marco Zannoni attore
i passeggeri
tre segretarie di Tatjana
 
 
Marco Zannoni adattamento scenico
Orchestra Sinfonica Abruzzese
Coro Zaccaria da Teramo (Paolo Speca maestro del coro)
Marcello Bufalini direttore
 una coproduzione
Accademia Filarmonica Romana; Amici della Musica di Foligno; Istituzione Sinfonica Abruzzese
 
Lo spettacolo è registrato da Rai-Radio3 per successive trasmissioni