Piovani su RAI5. L'effetto delle comete

Articolo di: 
Livia Bidoli
Nicola Piovani

Per cinque serate e sei spettacoli da sabato 6 febbraio fino a sabato 5 marzo, Nicola Piovani e le sue stelle musicali ci accompagneranno su RAI5 per affrontare un viaggio con la sua Compagnai della Luna dagli anni '80 fino ad oggi. Dal suo ultimo omaggio a Dante del 2015 fino ad Epta (2011), con le voci magistrali dal suo compagno di traversate letterarie e musicali Vincenzo Cerami, fino alla scienza secondo Piergiorgio Odifreddi.

Presentato dalla direttrice di RAI Cultura Silvia Calandrelli, Nicola Piovani, premio Oscar per la colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella (1999), è introdotto dalla sua stessa musica con una kermesse dei suoi spettacoli: scorre sul video il suo ultimo lavoro su La Vita Nuova di Dante Alighieri e ascoltiamo dalla voce di Elio Germano: “In quella parte del libro della mia memoria dinanzi alla quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la qual dice, incipit: Vita Nova”. Ecco, la musica di Piovani, protagonista, si insinua nelle nostre orecchie e tutti i suoni della strada, anche le voci umane poco poetiche che spesso ci attorniano, scompaiono di botto, e approdiamo “a veder le stelle”, come chioserebbe il Fiorentino.

Silvia Calandrelli chiede a Piovani: La cometa di Piovani, quale la ragioen di questo titolo?

Piovani: Vorrei ringraziare prima di tutto la RAI e non formalmente: per quel lavoro cominciato con Vincenzo Cerami molti anni orsono. Il titolo “La cometa di Piovani” era pure un po' presuntuoso, visto che guidava verso la grotta divina, però in fondo è proprio quello che ho seguito sdoppiandomi in due direzioni: quella televisiva e quella cinematografica. Aldilà della presunzione, la cometa è cercare di scegliere sempre nella vita tra la strada della convinzione e quella della convenienza, che spesso si sovrappongono. Se avevo dei dubbi, guardavo dentro di me questa piccola cometa ed oggi posso testimoniare di aver seguito la cometa che mi ha guidato.

S.C.: Vorrei che ci raccontasse i suyoi incontri con gli attori nella lettura dei classici.

P.: Per me gli attori sono stati fondamentali, sono riusciti a coniugarsi con la musica con la loro sapienza e la loro arte. Per gli attori non è così facile, perché prima di tutto devono ascoltare la propria voce un po' prescindendo dal contesto, tendono ad essere solisti. Ho lavorato con moltissimi attori come Gigi Proietti, Elio Germano, Mariano Rigillo, tantissimi. Solo a riascoltare questo brano da La Vita Nuova con Elio Germano, sono stupito dalla sua potenza nel modo di dire i versi, il suo non perdere mai gli endecasillabi, la scansione ritmica, di recitare in metrica, nello stesso tempo di non perdere mai l'arte di farsi comprendere da chi sta in platea, nonché di accordarsi con un'orchestra intera.Sono molto grato a questi attori che sono passati dalla recitazione in prosa al “recitar cantando".

S.C. Ci può raccontare i suoi spettacoli?

P.: Partiamo da La Vita Nuova (2015): affrontare Dante è sempre una prova, ma al contempo rileggerlo è sempre rivoluzionario. Dante contiene nei suoi sonetti una musica che può essere suonata come un poema moderno. Ne La Vita Nuova la struttura due quartine e due terzine dei sonetti è tradotta da quattro fasce diatoniche che cambiano a sottolinearne il ritmo: le ballate e le canzoni invece le ho messe in musica.

S.C. Uno spettacolo in particolare, “Semo o nun semo, viene considerato in qualche modo “minore", come mai?.

P.: La cultura italiana è la cultura del “dolorismo” quindi “Semo o nun semo” (2015), essendo una commedia viene considerata in qualche modo “minore”, pur essendoci canzoni romane bellissime.  Padre Cicogna (2013) era un desiderio da tanti anni: una sera ci siamo accordati con Luca De Filippo, anche perchè i diritti di Eduardo (De Filippo) non sono così alla portata. Per Canti di scena (1999) abbiamo costruito tutto insieme con Vincenzo Cerami ed è nato come uno spettacolo teatrale, che poi è stato visto da Maurizio Scaparro che ci ha invitato ad inaugurare La Pergola di Firenze, ed a quel punto abbiamo chiamato Lele Luzzati che ci ha dipinto un fondale bellissimo. Dopo Firenze abbiamo replicato dappertutto.

S.C.: Una parola ancora per chiudere su Epta.

P.: Epta è uno spettacolo del 2007 dedicato al numero 7 con sette musicisti, ed ognuno dei sette movimenti in cui è diviso è ispirato ad una particolare situazione in cui nella storia di un uomo ha avuto un ruolo il numero 7: si parte con Platone che parla della bellezza dei numeri, arrivando in Grecia e passando attraverso Bergman con Il settimo sigillo, Salomé e i suoi sette veli di Oscar Wilde, i sette Re di Tebe, fino alla poesia di Carducci.

In ultimo ho fatto una domanda: “Ho notato che c'è Piergiorgio Odifreddi in Epta e volevo sapere che cosa recitava e come mai l'aveva introdotto."

P.: Da Tempo avevo in mente un'operina ma, visto che io sono un dilettante in matematica temevo di sbagliare, così incontrando Odifreddi ad un convegno, gli ho chiesto se poteva partecipare: lui mi ha aiutato ed in parte ha scritto il suo intervento, scrivendo l'episodio sull'ettagono ed il primo problema matematico della storia. In questo senso mi ha spinto a farlo ed ha detto lui con la sua voce la storia dell'ettagono.

Per chiosare, prendiamo un verso di un'opera di Piovani: “Una mattina ti svegli e sei in un'altra epoca ma non te ne accorgi subito, te ne accorgi dopo molti anni...” Questo è l'effetto meraviglioso della sua cometa.

Pubblicato in: 
GN14 Anno VIII 11 febbraio 2016
Scheda
Titolo completo: 

RAI CULTURA RAI5
LA COMETA MUSICALE DI PIOVANI

da sabato 6 febbraio a sabato 5 marzo 2016, ore 21.15 su Rai5

sabato 6/02/2016
LA VITA NUOVA (prod. 2015)

sabato 13/02/2016
CANTI DI SCENA (prod. 1999)

sabato 20/02/2016
SEMO o NUN SEMO (prod. 2015)

sabato 27/02/2016
VIAGGI DI ULISSE (prod. 2016)

sabato 5/03/2016
PADRE CICOGNA (prod. 2013)

a seguire ore 22.45
EPTA