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San Giovanni Battista di Leonardo. Tre dita verso il cielo
A Palazzo Venezia la mostra Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa, proposta dal Comitato di San Floriano insieme con l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e con il Polo Museale Romano espone fino al 31 gennaio 2010 molti capolavori ma uno in particolare ferma l'attenzioine di molti: il San Giovanni Battista di Leonardo Da Vinci. Uno sguardo magnetico che cattura ed avvolge.
Al centro della seconda sala della mostra Il Potere e la Grazia, c'è lui: San Giovanni Battista ti guarda e tu non puoi che guardarlo. Si affaccia dal quadro come dal nulla e tu non hai nulla dietro cui nasconderti. Gli fanno ala, a distanza, i tanti quadri di santi, protettori, martiri e combattenti, sugli altari, sui troni, in preghiera. Ma lui è speciale, non sembra fare nulla apparentemente, se non un soave sorriso enigmatico: imberbe come un efebo, bellissimo come una donna, misterioso come un dio pagano.
Per tradizione, messaggero di Cristo, ne è l'immagine speculare: chiome fluenti, lunghe da consacrato e lucenti da profeta; con addosso lembi di pelli maculate, da asceta, ma non di cammello, come scrivono i vangeli.
Qui ha in più un'ambiguità e un magnetismo ipnotico sottilmente inquietanti, estranei a Gesù.
La mano sinistra, o meglio due dita appena visibili, toccano la zona del cuore, il glabro torace seminudo e in rotazione. La mano destra mostra tre dita verso l'alto, loro in primo piano.
Gli occhi, scuri ma arrossati, sono leggermente strabici: si fanno guardare e ti conducono alla mano rivolta al cielo, perché anche tu possa alzare lo sguardo, al di fuori del dipinto.
La testa, il cuore, le mani, tutto porta a Dio, ce lo annuncia senza parlare, nessun altro simbolo presente, né essere vivente.
Solo lui, Giovanni detto "Il battista", a mezzo busto e in penombra. Delle dimensioni di 69 centimetri per 57, non è un quadro grande. E' un grande quadro, del grandissimo Leonardo.