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Teatro dell'Opera di Roma. Tosca apre il 1900 al Costanzi
Il Teatro dell'Opera di Roma porta in scena il primo allestimento in assoluto di Tosca, quello che volle Giacomo Puccini nel 1900 e che rappresenta la memoria storica del Teatro Costanzi, aprendo con Tosca il ciclo romano. Un allestimento che segue le indicazioni del Maestro, rinnovandosi con la regia di Alessandro Talevi al suo debutto a Roma, ed applaudito al Maggio Musicale lo scorso anno con L'amour des trois oranges di Prokofiev. Sul podio la bacchetta sicura di Donato Renzetti guiderà l'Orchestra mentre il Coro sarà diretto da Roberto Gabbiani sulle scene ricostruite da Carlo Savi. Un tris di cast eccezionale che apre alla prossima primavera: il primo marzo la prima fino al 12 derl mese, riprendendo a giugno per altre tre recite fuori abbonamento.
Il Sovrintendente Carlo Fuortes spiega l'ordito di questa prima eccezionale al Costanzi: “Abbiamo pensato alla prima Tosca del 14 gennaio 1900 per far rivivere la grande stagione del Costanzi, il progetto sulla memoria storico-artistica di un teatro al suo debutto nel nuovo secolo. I costumi, i bozzetti delle scene e dei costumi originali esposti nel foyer insieme alle lettere autografe di Puccini fanno parte di questo patrimonio visitabile nel Museo dell'Archivio Storico del Teatro dell'Opera curato da Francesco Reggiani, e aperto al pubblico da novembre 2015 insieme alle visite guidate al teatro. Ed a proposito della ricostruzione delle scene originali della prima rappresentazione pucciniana, curate da Carlo Savi, sono state oggetto di un'attenzione plurima sua e di Vinicio Cheli alle luci, conducendo ad un risultato smagliante, assolutamente superiore anche alle nostre stesse aspettative, già molto alte.”
Per riprendere il discorso sulla scelta di questa apertura e riscoperta del patrimonio storico del Costanzi, ascoltiamo il Direttore Artistico Alessio Vlad: “Fuortes ha avuto un'intuzione straordinaria in quanto il Costanzi è costruito su “Tosca”, ed altrettanto eccezionale la scelta di Donato Renzetti alla direzione, coniugando uno dei direttori storici del repertorio pucciniano, insieme ad un regista nuovo e giovane, Alessandro Talevi, particolarmente attento a seguire proprio le direzioni scritte sulla carta da Puccini stesso. “ La parola va a Renzetti: “Ho lavorato con assiduità e attenzione sulla partitura originale che in molte edizioni dell'opera – anche piuttosto celebri - invece è risultata tagliata o ritoccata, per dimostrare come Roma possa ritornare alla tradizione per rivoluzionare con coerenza proprio il nostro repertorio.”
Alessandro Talevi, il regista nato a Johannesburg e con una lunga anche se è giovane d'età, carriera londinese, dalla Royal Academy di cui è associato, direttore dell'Indipendent Opera al Sadler's Wells fino ai grandi teatri del mondo, da Madrid al Maggio prima citato lo scorso anno, prende la parola:” Questa Tosca è una produzione piuttosto sperimentale in modo da “ripulire” l'opera seguendo la tradizione, ovvero le indicazioni di Puccini stesso ,che aveva un grande istinto teatrale, che a volte pone dei traguardi da superare. Per esempio la scenografia dell'Atto I, dove tutti dovrebbero essere voltati verso l'altare, abbiamo trovato una soluzione efficace per far voltare tutto il Coro verso il pubblico, lo scoprirete venendo a teatro, insieme ad altre novità che cercano di ricalcare proprio quello che aveva immaginato Puccini nella sua prima a Roma.”
Il curatore della scenografia Carlo Savi ci spiega come sia stato possibile ricostruire le scene originali: “Con l'impegno di pittori straordinari siamo stati in grado di riprodurre gli originali di Hohenstein ed in un'edizione molto più ampia: il boccascena è stato rapportato a quello più grande esistente oggi, anche perché solo qui a Roma è possibile recuperare i modellini e ricreare le ricche scenografie di allora”.
Il Sovrintendente Fuortes riprende la parola per informare di un'iniziativa per il pubblico che regalerà un CD ad ogni spettatore che comprerà un programma: “La registrazione è storica del 1938, con sul podio Oliviero De Fabritiis, Giuseppe Cenca a dirigere il Coro; Tosca è recitata da Maria Caniglia e Beniamino Gigli è Cavaradossi, Scarpia, la voce di Armando Borgioli. Ed inoltre l'8 marzo Corrado Augias curerà una lezione su Tosca alle 11, gratuita grazie alla partnership con Il Gioco del Lotto, su prenotazione. Questa operazione assolutamente fuori dall'ordinario di mettere in scena la Tosca del 1900, ma di cui non nascondiamo i costi altrettanto favolosi, è stata resa possibile ad un nuovo motore economico del Teatro dell'Opera – sulla stregua degli esempi all'estero -, e mai sostantivo fu più altamente qualificativo, da BMW Roma, che ha deciso di unire il suo nome ad una delle esperienze più sofisticate che devono necessariamente rappresentare una risorsa per l'intera Capitale.”
Concludiamo con le parole di Vlad sul senso di Tosca al Costanzi oggi come nel 1900:” Il Costanzi era al suo debutto un anno prima con la Cavalleria Rusticana di Mascagni, ma il “vero” debutto è con Tosca, perchè è con lei che nasce il linguaggio musicale del '900, quello che ha stabilito uno dei vertici storici del Belcanto italiano.”