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musica
- Articolo di:Livia Bidoli
L’immensa oscurità che avvolge questo album è teneramente sussurrata, le grida silenziate da richieste tradotte in sospiri, sembrano profilare nonostante la fine, un ancora tiepido ardore. Una storia d’amore con sé prima che con il “lui” continuamente ricordato. Una propria avventura nelle tenebre: un confronto che cresce con le canzoni seguenti, tutte allacciate da un percorso cullante, una nenia che si canta all’orecchio per moderare l’angoscia di chi trascorre notti insonni ad attendere l’avverarsi di un’utopia.
- Articolo di:Livia Bidoli
L’oratorio in forma semiscenica richiesto da Ida Rubinstein ad Arthur Honegger è del 1835 mentre il Prologo è stato aggiunto solo nel 1844. Paul Claudel, autore del libretto, dopo un’iniziale riluttanza, fece un sogno ad occhi aperti che lo indirizzò immediatamente verso la composizione della prima parte che, anche nella riduzione scenica contiene dei tratti visionari, in linea con la storia di Jeanne.